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Otranto: enigmatica storia di un mosaico

 

Nel Salento, la cattedrale di Otranto e il suo pregiato mosaico dalle mille raffigurazioni raccontano la cultura e l'orgoglio storico della città

Quasi sulla punta della penisola salentina, Otranto rappresenta una città ponte, in bilico tra Oriente e Occidente. Lo era in passato, ai tempi delle invasioni turche, e lo è anche oggi, vista la gran quantità di gente proveniente dalle vicine coste balcaniche. Non a caso, la posizione privilegiata di questa città le è valso il nome di "Porta d'Oriente".

Nonostante le ripetute aggressioni di matrice turca, Otranto si è dimostrata nei secoli  fiera, dal forte orgoglio cittadino e ciò rende ancora più misteriose alcune opere d'arte che questa città custodisce gelosamente. Attraversare la porta principale della Cattedrale di Otranto è come fare un viaggio indietro nel tempo, all'epoca di lotte cruente tra cristiani e musulmani di cui questo luogo sacro è stato triste teatro.

Lungo la navata, avvolti dal silenzio, sembra di sentire il rumore delle scimitarre dei turchi che trucidano senza pietà i valorosi combattenti di Otranto. E' il 28 luglio 1480, il giorno passato alla storia come "il sacco di Otranto". Durante questo giorno nefasto, le fonti tramandano che ben 800 otrantini vennero crudelmente uccisi dalle armate turche. Pare anche che in segno di beffa, la cattedrale sia stata utilizzata dagli invasori come stalla per il bestiame.

Tutta la città venne praticamente rasa al suolo, ma il pavimento della cattedrale, realizzato con mosaico da mille colori in roccia calcarea, rimase integro, e con lui il suo segreto. Entrando nella cattedrale, nel percorrere la navata ci si accorge di calpestare quasi un tronco d'albero, il gigantesco "albero della vita" le cui raffigurazioni sono oggi più che mai oggetto di studio. Ma tale impresa è ormai diventata un lavoro da detective.

Il mosaico della cattedrale di Otranto è il più grande d'Europa e fu disegnato nel 1163 da un monaco di nome Panteleone. Evidentemente, il monaco in questione doveva essere molto fantasioso, o forse, era animato da un forte spirito riconciliatore, almeno questo è ciò che traspare dalle figure sul mosaico. Caino e Abele, Re Artù, Alessandro Magno, animali mitologici e persino il gatto con gli stivali. Questo mosaico è un trionfo di storie che oltrepassano tutte le epoche e molteplici credi religiosi, con occulti riferimenti al cristianesimo, ebraismo e a culti orientali.

La cattedrale di Otranto svela i retaggi di un passato controverso. Sul pavimento, l'enigmatico mosaico sembra segnare il cammino verso la riconciliazione tra oriente e occidente; lungo le pareti dell'abside, è raccolta parte dei teschi degli 800 otrantini morti valorosamente, a testimoniare la strenua lotta per difendere la propria fede.

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